Canali energetici e chakra nel buddhismo tibetano: cosa c'è dietro
Kunsang
«Il tuo corpo è più di muscoli e ossa. Lo dice la tradizione tibetana da secoli.»
Quando si parla di chakra, la maggior parte delle persone pensa allo yoga e all'immagine indiana dei sette centri energetici. Il buddhismo tibetano ha una propria immagine del corpo, molto precisa: con canali, venti e centri. Qui ti spiego cosa c'è dietro e cosa puoi portare con te nella vita di tutti i giorni.
Canali, venti e gocce
Nella visione tibetana il corpo non è fatto solo di ossa e organi. È attraversato da sottili canali energetici (in tibetano tsa). In essi si muovono i venti (lung), che si possono immaginare come energia vitale e respiro. A questi si aggiungono le sottili gocce (thigle), considerate l'essenza del corpo. Questi tre elementi vanno insieme e formano il fondamento di molte pratiche di meditazione.
I testi parlano di 72.000 canali in tutto. Solo una piccola parte può essere disegnata. I dipinti tibetani antichi accennano ai molti canali sottili con linee che si ramificano in tutto il corpo, come nell'immagine qui sopra.
I tre canali principali
Il canale centrale
Scorre al centro, parallelo alla colonna vertebrale, fino alla sommità del capo.
Il canale destro (roma)
Viene descritto come rosso.
Il canale sinistro (kyangma)
Viene descritto come bianco.
Nella meditazione ci si immaginano i due canali laterali dritti e paralleli al canale centrale. Nelle antiche raffigurazioni del corpo, invece, si avvolgono attorno al centro in corrispondenza dei centri, come fa il corpo secondo l'insegnamento.
I centri nel corpo
Dove si riuniscono molti canali sottili si trovano i centri (in tibetano khorlo, in sanscrito chakra). Nel Kalachakra Tantra, uno dei tantra più importanti, sono sei. A ciascuno sono associati un elemento e un colore:
I canali di questi centri si ramificano come i petali di un loto, per questo si parla di petali dei canali. Il centro del cuore ne ha otto, quello della gola 32. Ci sono poi centri nelle grandi articolazioni, come spalle, gomiti, fianchi e ginocchia.
Qual è la differenza rispetto al sistema indiano dei chakra?
Il noto sistema dei sette chakra proviene dalla tradizione indiana dello yoga. Nel buddhismo tibetano il numero dipende dal tantra, di solito da quattro a sei centri. Anche i colori e gli elementi sono distribuiti in modo diverso. Non sono opposti, ma mappe diverse per la stessa esperienza: il tuo corpo è più del suo peso e dei suoi muscoli.
Una mappa per la meditazione
In Tibet queste immagini non sono anatomia in senso medico. Sono una mappa per la pratica interiore. Ci si immaginano determinati centri e canali, vi si collocano sillabe e luce e così si impara a raccogliere la mente. Chi vuole approfondire questa pratica lo fa con un insegnante. Per la vita di tutti i giorni basta intendere i centri come un'immagine per corpo, respiro e attenzione.
Accompagnare i chakra nella vita quotidiana
Non devi visualizzare nulla per farti del bene. Piccoli rituali aiutano già a sentirsi nel proprio corpo:
Trovi altro negli articoli Aprire e rafforzare il chakra della radice (con l'olio profumato chakra Amber), Om Mani Padme Hum e L'effetto della campana tibetana.
Tutto questo non sostituisce un trattamento medico. Sono rituali che sostengono la calma e l'attenzione.
Domande frequenti
Quanti chakra ci sono nel buddhismo tibetano?Dipende dal tantra. Nel Kalachakra Tantra sono sei centri, in altri sistemi quattro o cinque. Il numero sette viene dalla tradizione indiana dello yoga.
Devo credere nei chakra perché i rituali funzionino?No. Molte persone vivono già un momento di calma quando respirano con consapevolezza, percepiscono un profumo o ripetono un mantra. Le immagini della tradizione sono un aiuto, non una condizione.
Dove posso leggere di più?Le associazioni di questo articolo si basano sulla descrizione del Kalachakra interiore nel Kalachakra Tantra con il commentario Vimalaprabha, tradotto da Vesna Wallace.
Vuoi vedere i prodotti in negozio? Ci trovi in Kramgasse 63 a Berna, proprio di fronte alla Zytglogge.